Stile: Sauvignon
Colore: Bianco
Anno: 2021
Formato: 75 CL
Vol: 13%
Quando ho iniziato la mia avventura enoica sui Colli Euganei ed ero alla ricerca del vigneto, una frase che mi sono sentito dire da tutti, ma proprio tutti, era questa: “Ah! Ea Moscata no vae niente. Nessuno ea voe”. In breve, mi consigliavano di lasciar perdere i vigneti piantati a Moscato Bianco, considerata di scarso interesse e, quindi, di scarso valore economico. Ammetto che all’inizio di tutto, mi ero lasciato condizionare da questa cantilena che sentivo in continuazione giorno dopo giorno, persona dopo persona.
Il Moscato Bianco è forse la nostra vera uva autoctona, se così vogliamo chiamarla. Dimora qui da sempre, ancora prima che ci fossero tracce scritte autorevoli sulla viticoltura Euganea. Come è stato per moltissime altre varietà alloctone e internazionali, il Moscato Bianco ha trovato nella generosità del terroir Euganeo, una dimora d’eccezione.
Sin dalle prime prove di vinificazione, lo stupore mi ha decisamente assalito: adottando una filosofia di vinificazione completamente opposta a quella tradizionale, l’anima aromatica del Moscato Bianco è uscita allo scoperto senza veli, conquistandomi ed emozionandomi nell’intimo. Da qui la scintilla che mi ha fatto scordare quella cantilena durata anni che posizionava nell’ombra una delle uve capostipite dell’enologia Euganea.
Ab Imo Pectore è il vino del cuore; il vino che viene dall’anima. Quello che più mi emoziona e che più amo. Un vino schietto, che si spoglia delle sovrastrutture e fa conoscere di sé la parte più nascosta, in cui al centro c’è solo e soltanto l’uva.


