Scelta
di Vite

Scelta di Vite è un sogno, è libertà
e un progetto di vita, o di vite,
se preferite.

Esplora i vini e trova il giusto abbinamento.

La Storia

Ricordo ancora il profumo del mosto nella vecchia cantina, quando papà e lo zio vinificavano le uve delle poche vigne piantate molti anni prima da mio nonno. Ricordo come la vendemmia fosse un momento di grande lavoro e di grande aggregazione: chi poteva, veniva a dare una mano, oppure passava anche solo a fare due chiacchiere in compagnia. All’epoca potevo contare i miei anni tra le dita di una sola mano. Ma io, se chiudo gli occhi, quel profumo di mosto, lo sento ancora. È come una dolce cicatrice sui neuroni della corteccia olfattiva: non è mai sparito.

Ricordi di Vigne.

Poi le vigne vennero estirpate e la piccola cantina del nonno non profumò più di mosto. Tacquero le voci tra i filari e i ronzii delle vespe assetate. Il vino e le vigne diventarono un malinconico ricordo d’infanzia, per molti anni. Mi allontanai dal mondo del vino, involontariamente, seguendo naturalmente il corso delle cose, arrivando a pensare che quello fosse qualcosa di irraggiungibile e inaccessibile a quelli che, come me, non avevano niente a che fare con l’enologia, se non una grande passione del nonno e di mio padre e mio zio.

È stata una battuta di mio padre, parecchi anni dopo, a destabilizzare la mia vita e non solo la mia: “perché non vai a fare l’agricoltore?”. In quel momento facevo due lavori, a momenti anche tre, e studiavo agraria all’università. Nell’ilarità del momento, nessuno sapeva che quelle parole gettate con leggerezza al centro del tavolo durante una cena come tante, avrebbero stravolto tutti noi, perché quella battuta l’ho presa sul serio.

Da quel momento ho cambiato ogni aspetto della mia vita: lavoro; studi; abitudini; rapporti. Tutto era finalizzato all’obiettivo. In questo percorso, ho incontrato nuovamente la vigna e il vino, e mi sono innamorato di loro ancora una volta. Forse la vigna mi aveva scelto, da piccolo, e io non lo avevo capito, e poi ha deciso di tornare da me.

Radici e Riscoperta nei Colli Euganei.

Non c’era la terra; non c’erano i macchinari e nemmeno la cantina. Mancavano gli agganci e le conoscenze. Tutto era da costruire e assemblare. C’erano solo due certezze: la vigna e i Colli Euganei: i miei amati Colli, territorio di adozione. Non sono nato tra quelle colline, ma ci ho vissuto da sempre. Terra difficile, unica per origine geologica e sviluppo storico, abitata da gente che ha sempre preferito lavorare a testa bassa. Tanto amata, e tanto abusata, senza ricevere i dovuti encomi. Non potevo non scegliere i Colli Euganei, qui ho le mie radici e la mia storia e chi ne sa qualcosa di agraria e di viticoltura, sa quanto le radici siano essenziali.

Ho trovato il mio pezzetto di mondo da coltivare e accudire: vigne vecchie e maltrattate e olivi accarezzati dal vento. Ho scelto loro. Tutto era da restaurare e da sistemare, per fare in modo che “le mie vecchiette”, come le chiamo affettuosamente, potessero rivivere una seconda giovinezza. Quelli del restauro sono stati anni di duro ma appagante lavoro, dove la dedizione alla vigna era totale e totalizzante. Ho toccato con mano fino a che punto l’agricoltura potesse essere tosta e quanto violentemente la natura potesse colpire nell’intimo l’uomo. Quello che il lavoro agricolo mi ricorda tutti i giorni, è di dare spazio alle emozioni, che sono la sostanza: spina dorsale di ogni idea e progetto, architrave dei sogni, stella polare di viaggi che possono sembrare impossibili.

I vini sono il frutto della collaborazione attiva con la natura. Figli del territorio che li ha cresciuti, non vogliono essere quello che tutti vorrebbero che fossero, ma scelgono di essere ciò che sono. Lontani da ogni tipo di intervento invasivo, forgiano il loro carattere secondo l’andamento dell’annata. Vengono lavorati completamente a mano, dalla vigna alla bottiglia, come ogni autentico processo artigianale dovrebbe essere. Prendono per mano il tempo e si fanno accompagnare con fiducia nel domani: vini pregni di memoria, che vivono di prospettiva.

Sono Gianluca e sogno di essere l’anello di congiunzione tra l’uva e ciò che può diventare.

- Gianluca Sinigaglia -

Fondatore di Scelta di Vite

La Vision

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